Isola di Southampton - The Lost city of the North

C’è stata una notte, piú di cento anni fa, in cui lo sciamano del villaggio dovette fronteggiare la peggiore situazione mai vissuta prima a Tunirmiut.
Uomini, donne e bambini, uno dopo l’altro si ammalavano: febbre altissima, deliri, convulsioni, nessuno si reggeva in piedi, alcuni morivano.
Era l’autunno del 1902 nell’isola di Southampton, una delle tantissime isole dell’Arcipelago Artico Canadese, una delle più grandi.

Isole Curili, l'antica terra degli Ainu

Si dice che i marinai, quando passano da queste parti vedano all’orizzonte, dalle loro grigie e arrugginite navi, strani miraggi, come ombre moventi. É la Fata Morgana, fenomeno ottico il cui nome è ispirato alla figura mitologica sorella del Re Artù, strega dai poteri ammaliatori.
Ma qui le ombre tremolanti all’orizzonte non sono linee indefinite e immaginarie, sono quelle di decadenti e ammuffiti palazzi di una città fantasma, abbandonata a sé stessa da anni e in balia del deterioramente dovuto al tempo, al clima e all’oceano.

Le isole Aleutine, la culla delle tempeste

Nella terra degli Aleuti, Tanam Unangaa, la storia è passata spesso con la forza di una tempesta, a spazzare via tutto, a rimettere in discussione tutto e a far ricominciare tutto da capo.
Abitate da almeno 10 mila anni, erano popolate interamente da un gruppo di Inuit che si stanziarono e formarono il sottogruppo degli Aleuti, che attualmente sono circa 17mila, anche se non tutti sono ancora residenti nelle isole natie.

6 cose che (forse) non sapevate sugli Eschimesi

1. Non chiamateli Eschimesi

Il grande e gelido nord abbraccia la zona artica che va dalla Siberia fino alla Groenlandia, passando per l'Alaska e il Nord del Canada. Questa terra ostile e poco abitata è la terra di quelli che noi occidentali chiamiamo Eschimesi, Eskimo in inglese, che deriva dalla parola aayaskimeew, che nella lingua dei nativi americani Algonchini ha un significato non chiaro. Alcune teorie gli attribuiscono il significato di "mangiatori di carne cruda" (non proprio carino come nome), altre "cacciatore (o pescatore) con racchette di neve"​ o il piú neutro "popolo che usa un'altra lingua". In ogni caso, che possa essere considerato dispregiativo o meno, è un termine dato da esterni, nessuno di loro si chiamerebbe mai eschimese. Un po' come il termine indiano, attribuito da altri e diventato comune e poi sostituito da termini piú coerenti. In ogni caso non esistendo un nome comune, se non eschimesi, continuerò ad usarlo, specificando che non è utilizzato in termini dispregiativi.

Calcio e dittatura: la storia di Antonio Piovoso

Antonio Enrique Piovoso, nasce a La Plata, capoluogo della provincia di Buenos Aires, il 13 agosto del 1953. Tifosissimo del River Plate, il suo idolo sportivo era Hugo Orlando Gatti, conosciuto da tutti come El Loco Gatti, storico portiere di River, Boca e della nazionale argentina con la quale partecipò anche al mondiale del 1966 in Inghilterra.
Conosciuto comunemente come ‘el Tano’, tipico soprannome di argentini di origine italiana, aveva un look tipico degli anni ‘70: capelli lunghi, basette folte, barba incolta, pantaloni Oxford.

Il mistero del paese degli infedeli

Dennehy è un minuscolo paesello a 240 km da Buenos Aires, nella regione pampeana. Per arrivarci bisogna percorrere dalla strada nazionale 5, quattro km di strada sterrata, che d’inverno sono spesso impercorribili a causa del fango e d’estate somigliano a una strada polverosa del vecchio west.
Tutto intorno campi di grano e di soia.
Ormai pochissime persone ci vivono, essendo rimasti meno di 100 abitanti, sparsi nelle case isolate.
In realtà il nome ufficiale del paesello è Marcelino Ugarte, ma tutti lo conoscono come Dennehy.

St. Lawrence Island

La primavera stava per terminare in Iowa, quando Sylvenes “Vene” Gambell, sua moglie Nellie Webster Gambell e la loro piccola figlia Margaret, si apprestavano a intraprendere il viaggio di ritorno.
La bambina ormai stava bene, l’inverno era alle spalle e dopo aver compiuto un anno d’età era pronta per vivere nell’isola in cui era nata, St. Lawrence, Alaska, nel mare di Bering.
Erano dovuti tornare nel continente proprio per lei, per salvaguardare la sua salute, visto che nell’isola non c’erano le condizioni per badare alle cure necessarie alla neonata.
Quel lungo viaggio che ora dovevano affrontare lo conoscevano già, i Gambell infatti arrivarono nell’isola come missionari della Chiesa Presbiteriana.

Isole Diomede

Nella cittadina di Nome, Alaska orientale, ci si va solo per una ragione, per bere. Per spaccarsi con l’alcol e dimenticare il freddo, la notte lunga mesi e l’isolamento estremo di questa parte del mondo.
Sì perché i piccoli villaggi e le comunità vicine non sono solo noiosi, ma, cosa ben peggiore, sono dry towns, posti dove l’alcol è proibito per legge, perché a queste latitudini l’alcol è una piaga sociale, che segna la vita e il viso di molti abitanti nativi, quelli che noi chiamiamo comunemente eschimesi e che vivono in queste zone da migliaia di anni.
Nome è diversa, è una wet town, qui l’alcol non è proibito e con i bar della via principale, la Front Street, attira le anime ghiacciate, bisognose di divertimento e di alcol rovente.

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