Il mistero del paese degli infedeli

Il mistero del paese degli infedeli

Dennehy è un minuscolo paesello a 240 km da Buenos Aires, nella regione pampeana. Per arrivarci bisogna percorrere dalla strada nazionale 5, quattro km di strada sterrata, che d’inverno sono spesso impercorribili a causa del fango e d’estate somigliano a una strada polverosa del vecchio west.
Tutto intorno campi di grano e di soia.
Ormai pochissime persone ci vivono, essendo rimasti meno di 100 abitanti, sparsi nelle case isolate.
In realtà il nome ufficiale del paesello è Marcelino Ugarte, ma tutti lo conoscono come Dennehy.

Ebbe il suo momento di massimo splendore tra gli anni ‘40 e ‘70, quando di qui passava il treno che ora è un lontano e malinconico ricordo, di cui le vecchie rotaie e la vecchia stazione sono l’inequivocabile testimonianza.
Arrivò ad avere 3500 abitanti e perfino una squadra di calcio che vinse per ben tre volte il campionato locale, battendo le storiche e blasonate squadre del centro principale da cui amministrativamente dipende, 9 de Julio.
Dennehy è un minuscolo paesello dimenticato, lontano da tutto e da tutti, una frazione rurale che presto scomparirà ma che poco più di dieci anni fa ebbe il suo momento di triste notorietà in tutta l’Argentina.

Il ritrovamento

Era la notte del tra l'8 e il 9 marzo del 2005, alle 00.35 circa ci fu una chiamata alla locale stazione di polizia che denunciava il ritrovamento di una persona forse morta, un abitante del posto, il 36enne Ángel Enrique Palacios, detto el Gallego, perchè da queste parti tutti hanno un soprannome. Palacios fu trovato agonizzante sotto l'unico palo della luce pubblico del paese. Morì tre giorni dopo in ospedale senza mai riprendere conoscenza. Non una morte qualsiasi, perché il ragazzo aveva ricevuto uno sparo in testa, dietro la nuca. Palacios era stato ucciso e nel paesino girovagava libero un assassino. Partirono subito le indagini della polizia locale, in un centro così piccolo non è difficile trovare testimonianze: tutti si conoscono, tutti vedono e tutti sanno tutto di tutti.

Le indagini

In realtà passarono vari mesi ma l'8 agosto del 2005 le indagini si chiusero. Una settimana prima del fattaccio la vittima fu vista e sentita litigare furiosamente con un ragazzo del posto, un tal Clemente Oscar Villegas, detto "el Chabón". I testimoni riferirono che Palacios minacció pesantemente Villegas addirittura con un'accetta in mano, reclamando che non interferisse più nella storia che lui, Palacios, la vittima, sosteneva avesse con la moglie di Villegas. Vari testimoni confermarono la vicenda. Palacios aveva una relazione amorosa con la Lorena (qui si usa l'articolo per i nomi femminili), moglie di Villegas e aveva minacciato pesantemente il marito. Una settimana dopo Palacios viene ucciso. Tutto semplice. C'era il movente, c'erano testimoni del movente, le prove sarebbero state naturale conseguenza. Villegas viene portato in carcere, era ormai una formalità, non poteva che essere stato lui. Indagini chiuse, caso risolto. E invece no, questo caso tutto è tranne che semplice, nonostante a Dennehy ci siano poco meno di cento persone e tutti sappiano tutto di tutti. A cambiare tutto fu la sentenza dei giudici del Tribunal en lo Criminal Nº 3 del Departamento Judicial Mercedes. Villegas è innocente, va scarcerato. Oscar Villegas fu accusato di uccidere Palacios in quanto amante di sua moglie, ma fu assolto perché se avesse voluto porre fine all'infedeltà di sua moglie avrebbe dovuto uccidere praticamente tutti gli uomini sessualmente attivi del paese. Gli inquirenti avevano indagato superficialmente, avevano seguito solo la pista passionale e nonostante tutto ci avevano messo vari mesi prima di arrivare a quella conclusione. Palacios fu trovato inginocchiato e lo sparo avvenne sicuramente da dietro. Fu un'esecuzione, dai tipici metodi mafiosi. Nessuno aveva indagato sulla vita personale di Palacios.

I vicini

Le malelingue anonime del paese dicevano che andava sempre ben vestito e che da poco si era comprato una moto nuova, lui che era un lavoratore rurale (un peón) e non si poteva permettere una vita di lussi. Si diceva che di notte, nel silenzio totale di quei campi, ogni tanto dei camion che venivano dalla strada nazionale si fermassero per un po' nel paese e che Palacios ricevesse misteriosi pacchi. Si dicevano anche queste cose, si parlò di droga, di traffici e di narcos. Forse Palacios aveva fatto qualche sgarbo a qualcuno pericoloso e potente. Dennehy era dunque un tranquillo e sperduto paesello della pampa argentina, in cui di notte misteriose figure trafficavano droga? Non si sa. Forse sì. O forse no. La zona non è conosciuta per essere un mercato di chissà quali loschi affari. Palacios lavorava nei campi, forse quella moto la aveva comprata coi risparmi di tutta una vita. No, difficile pensare a Dennehy come un paese di narcos. Ma torniamo alla sentenza dei giudici.

La sentenza

Palacios era sì l'amante della Lorena, ma anche della di lei sorella, e anche di varie altre donne del paese. Ma non solo. Palacios non era l'unico amante della Lorena, ma la casa di Villegas, come el Chabón stesso ammette nel dibattimento, era meta di visite di vari uomini del paese. Lui stesso afferma che avesse dovuto uccidere un uomo perché amante della moglie, avrebbe dovuto fare una strage. Quindi il movente passionale può aver armato la mano di Villegas, certo, ma lo stesso discorso poteva valere per la gran parte degli uomini di Dennehy. E perché no, anche per qualche donna tradita o ingannata, che poteva odiare così tanto Palacios da volerlo fare fuori. Nella sentenza del tribunale, grazie alle numerose e concordanti testimonianze, il paese fu definito come un mitologico bosco greco, dove fauni e ninfe rurali mettevano in atto incontri clandestini di natura amorosa. Un terreno fertile per quelle che la sentenza definì “francachelas sexuales”, termine colto e quasi sconosciuto in spagnolo che indica le feste lascive e sfrenate, in cui si mangia, si beve, si balla e si pratica sesso tutti assieme. Dei veri e propri baccanali, dove la componente della gelosia sembra nascondersi per poi esplodere all'improvviso in modo drammatico. Ma non basta, non sono le uniche cose che emergono nel dibattimento. Dietro l'atmosfera libertina e quasi letteraria viene fuori anche una realtà ben più oscura e infamante. Alcuni riferirono infatti che nei locali dell'unica guardia medica del posto, poco tempo prima un infermiere era solito organizzare delle feste sessuali a cui partecipavano personaggi noti e potenti della zona. E che coinvolgesse nei suoi giochi malati delle minorenni, tra cui sicuramente la Lorena, quando lei aveva 16 anni e perfino sua sorella, che allora di anni ne aveva 11. E anche altre minori.

L'oscurità

É come quando, protetti dall'oscurità, gli orchi e i mostri si palesano, per poi tornare di giorno nella realtà che ci circonda, per tornare in mezzo a noi nella vita quotidiana. Questa storia da normale cronaca nera, passando per una goliardica storia di corna e di feste libertine, finisce per sconfinare nel più cupo squallore umano. E di chi ha ucciso Palacios ormai a nessuno importa più, nemmeno alla giustizia. Questa storia, che potrebbe benissimo essere tratta da un libro di Edgar Allan Poe o di Dennis Lehane, in realtà è una storia vera, capitata qualche anno fa a Dennehy, il paese degli infedeli.

Photo by Manuel Messina from Pexels

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