6 cose che (forse) non sapevate sugli Eschimesi

6 cose che (forse) non sapevate sugli Eschimesi

1. Non chiamateli Eschimesi

Il grande e gelido nord abbraccia la zona artica che va dalla Siberia fino alla Groenlandia, passando per l'Alaska e il Nord del Canada. Questa terra ostile e poco abitata è la terra di quelli che noi occidentali chiamiamo Eschimesi, Eskimo in inglese.
Il termine deriva dalla parola aayaskimeew, che nella lingua dei nativi americani Algonchini ha un significato non chiaro. Alcune teorie gli attribuiscono il significato di "mangiatori di carne cruda" (non proprio carino come nome), altre "cacciatore (o pescatore) con racchette di neve"​ o il piú neutro "popolo che usa un'altra lingua".
In ogni caso, che possa essere considerato dispregiativo o meno, è un termine dato da esterni, nessuno di loro si chiamerebbe mai in quel modo. Un po' come il termine indiano, attribuito da altri e diventato comune e poi sostituito da termini piú coerenti.
In ogni caso non esistendo un nome comune, se non eschimesi, continuerò ad usarlo, specificando che non è utilizzato in termini dispregiativi.

2. Come si chiamano allora gli eschimesi tra loro?

Eskimo woman - Author Lomen Bros., Nome - wikimedia.org

Innanzitutto c’è una prima grossa divisione, si distinguono infatti due principali gruppi, con affinità genetiche, culturali e linguistiche: gli Inuit e gli Yupik.
Quindi la risposta alla domanda iniziale è “tra loro si chiamano Inuit o Yupik”? No, non è così semplice.
Parlando con una ragazza della località di Nome, Alaska, chiesi se era Inuit e mi fulminó dicendomi “Io sono Inupiaq”. Gli Inupiaq sono un gruppo etnico Inuit, dell’Alaska nordoccidentale.
In Alaska esiste il termine neutro, piuttosto diffuso, di Alaska Natives, che ingloba Yupik, Aleut, Eyak, Tlingit, Haida, Tsimshian etc.
Insomma per farla breve, non esiste un nome univoco per chiamare queste popolazioni, se però avete a che fare direttamente con loro, per rispetto, evitate di chiamarli eskimo, alcuni potrebbero ritenerla un’offesa.
Nell’elenco degli Alaska Natives ho nominato gli Aleut, abitanti nativi delle isole Aleutine.
Parlando con una persona dell’isola di Unalaska, l’isola piú popolata delle Aleutine, a parte scoprire che in realtà si scrive Oonalaska, mi ha detto due cose molto interessanti.
La prima è che gli Aleut si considerano una etnia completamente diversa dagli Inuit, nonostante le ricerche scientifiche dimostrino che esiste una certa parentela, anche linguistica. E l’altra è che è meglio evitare di chiamare Aleut gli aleutini, qualcuno potrebbe offendersi perchè il nome è stato dato dai russi invasori, secoli fa, tra loro si chiamano Unangan.
Insomma a queste latitudini tutti sono piuttosto suscettibili ma non hanno tutti i torti, pensate se noi italiani fossimo conosciuti e chiamati col nome di ‘mangiaspaghetti’.

3. Qual è l'origine dei popoli artici?

Migrazioni dalla Siberia al conteninente americano - wikimedia.org

L’origine comune di tutti i nativi americani, compresi Inuit, Yupik e antenati, è la Siberia e il punto di passaggio obbligato è stata la Beringia, quella striscia di terra, un tempo esistente e ora sommersa dal mare di Bering.
Da lì sono passati tutti in ondate migratorie differenti a distanza anche di migliaia d’anni.
Secondo studi sia geologici sia sul dna dei nativi americani, il primo passaggio dalla Siberia all’Alaska può risalire fino a circa 18-15 mila anni fa. Da qui le popolazioni nomadi cominciarono a popolare tutto l’immenso continente americano fino alla Patagonia.
Successivamente ci furono altre ondate migratorie, che portarono gli antenati degli eschimesi a popolare la zona artica.
Ecco dunque che tra gli Indiani e gli Eschimesi, anche se non direttamente, c’è una certa parentela, che rimonta alla comune origine asiatica, ben visibile nei tratti somatici, anche se, c’è da dire, che gli eschimesi sono “più asiatici”, forse perché la loro migrazione avvenne migliaia di anni dopo.
Una volta superato lo stretto di Bering la gran parte si stanzió nella zona artica tra Alaska, Canada Settentrionale e Groenlandia, e una piccola parte proseguì lungo la costa fino ad arrivare nelle isole Aleutine, formando il gruppo etnico Aleutino che mantiene tratti comuni benché la percezione attuale sia che sono ‘altri’ Alaska Natives.
Ma non è finita qui.
Quelli che noi conosciamo come Inuit e Yupik, hanno raggiunto queste zone appena mille anni fa, incontrando in queste zone i loro antenati, che avevano sviluppato qui quella che gli studiosi chiamano Cultura Dorset. Al loro arrivo sostituirono completamente questa cultura con la loro, la cosiddetta Cultura Thuile. La cultura Dorset in realtà si estinse ufficialmente nel 1903, quando una piccola comunità dell’isola canadese di Southampton fu devastata da un virus mortale, portato da marinai europei, che uccise tutti. Stiamo parlando del misterioso popolo dei Sadlermiut, considerato dunque da molte teorie l’ultimo testimone di questa cultura.
Nelle leggende Inuit i popoli della cultura Dorset vengono ricordati come esseri giganteschi e fortissimi, ma non esiste nessuna evidenza scientifica che possa confermare questi fatti che sono stati utilizzati da qualche improbabile teoria cospirativa per parlare di imprecisati antichi alieni.

4. Gli eschimesi vivono negli Igloo?

Photograph of a book illustration of an Inuit village, Oopungnewing, near Frobisher Bay on Baffin Island in the mid-19th century - wikimedia.org

Nei luoghi comuni di noi occidentali, l’immagine che abbiamo degli eschimesi è quella di curiosi abitanti degli Igloo. In realtà attualmente nessuno vive in questo modo, la globalizzazione è arrivata anche in queste latitudini, lasciando queste strane abitazioni nei ricordi e nel folklore locale. Le case di ghiaccio esistono solo per turisti curiosi e vengono studiate nelle scuole locali, ma gli eschimesi vivono in case fatte di mattoni e/o di legno.

5. I problemi sociali dei popoli artici

Un curioso e negativo tratto comune di tutti i popoli artici in tutte le nazioni in cui sono distribuiti è l’alto tasso di criminalità, l’abuso di alcol e l’alto tasso di suicidi. Nonostante vari interventi degli stati di appartenenza, con sussidi e piani di recupero sociale, la piaga dell’alcol segna le vite e i lineamenti di molti eschimesi; è un fatto che rimonta ai secoli passati quando l’estremo isolamento di queste popolazioni era spezzato ogni tanto dall’arrivo di navi ed esploratori stranieri che portavano malattia e fiumi di alcol e le lunghe notti che durano mesi, unite al clima inclemente, spiegano in parte queste tristi statistiche. Ogni volta che ho chiesto a un abitante del posto un’opinione su queste statistiche mi è stato risposto che “ora devo andare”. É una cosa di cui non si parla e che vogliono tenere ben nascosta.

6. Il sogno della nazione Artica

Map of the Nunavut regions - wikimedia.org

Dall’Alaska occidentale fino alla Groenlandia esiste un continuum culturale e linguistico tale che non è sbagliato parlare di una nazione artica omogenea, più complicato e utopistico è parlare di una vera nazione indipendente e unita, fatto che difficilmente, nello stato attuale delle cose, potrà avvenire.

Anche se esiste già una regione politicamente unita, abitata e governata da Inuit, è la giovane regione di Nunavut (in lingua locale La nostra terra”), una dei territori ufficiali del Canada, con capitale Iqaluit.
La creazione è recente e risale al 1999 ed è un esperimento che ancora oggi lascia perplessa l’opinione pubblica canadese, che non vede di buon occhio i milioni di dollari in sussidi che vengono destinati a queste terre settentrionali, che continuano ad avere i problemi di sempre, disoccupazione, povertà e alto tasso di criminalità.

*Copertina: Inuk in a kayak, c. 1929 (photo by Edward S. Curtis).

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