Isole Curili, l'antica terra degli Ainu

Isole Curili, l'antica terra degli Ainu

Si dice che i marinai, quando passano da queste parti vedano all’orizzonte, dalle loro grigie e arrugginite navi, strani miraggi, come ombre moventi. É la Fata Morgana, fenomeno ottico il cui nome è ispirato alla figura mitologica sorella del Re Artù, strega dai poteri ammaliatori.
Ma qui le ombre tremolanti all’orizzonte non sono linee indefinite e immaginarie, sono quelle di decadenti e ammuffiti palazzi di una città fantasma, abbandonata a sé stessa da anni e in balia del deterioramente dovuto al tempo, al clima e all’oceano.

La città fantasma

Stiamo parlando della località di Gorniy, che si trova nell’isola di Uturyp (Iturup), di fronte alla baia di Kasatka, località militare costruita nei primi anni ‘80 dal governo sovietico e poi abbandonata negli anni ‘90, lasciando alla mercé di saccheggi tutti i palazzoni rimasti, colpiti duramente anche da un terremoto nel 1994. Questa località è talmente dimenticata da non apparire neppure nelle mappe ed è raggiungibile con notevoli difficoltà dal centro principale dell’isola, Kurilsk, che si trova nella parte nord a 60 km di distanza. La cosa più curiosa è che attualmente, nonostante tutto, ci sono ancora delle famiglie che vivono qui, nel 2015 se ne contavano ben 635. La Baia di Kasatka occupa un posto importante nella storia della Seconda Guerra mondiale, visto che da qui il 26 novembre 1941, la Marina imperiale giapponese fece partire 24 navi verso Pearl Harbor, nelle Hawaii, per innescare l'attacco di Pearl Harbor il 7 dicembre dello stesso anno, fatto che provocó la dichiarazione di guerra degli Stati Uniti al Giappone.

Le isole Curili tra Giappone e Russia. Created by Norman Einstein, October 24, 2005. GNU Free Documentation License

Ci troviamo nel centro delle isole Curili, arcipelago di 56 isole vulcaniche, che si estendono per circa mille km dalla penisola russa del Kamchatka fino a quasi l’isola di Hokkaido in Giappone. La superficie totale è di poco superiore ai 10mila kmq.
Tutte le isole appartengono attualmente alla Federazione Russa e fanno parte del distretto amministrativo di Sakhalin, anche se le quattro isole più meridionali sono da tempo oggetto di una contesa diplomatica col Giappone che le rivorrebbe sotto la sua giurisdizione.
I casermoni di epoca sovietica sono presenti in tutti i centri abitati delle isole, come testimonianza di un pezzetto di storia passata, in un’area famoso soprattutto per i suoi terribili terremoti e tsunami che più volte nella storia sono stati una violenta minaccia per la vita, perché sotto a queste isole, per alcuni versi simili alle Aleutine, c’è una fossa oceanica, la fossa delle Curili appunto, una delle più profonde del mondo coi suoi 10500 metri; un abisso enorme e affascinante dove il fondo dell’oceano Pacifico si immette nella placca tettonica Asiatica, fenomeno che incute un po’ di timore al solo descriverlo.

Gli Ainu

Gli Ainu Le isole sono oggi abitate complessivamente da circa 19 mila persone, tutti di nazionalità russa, ma un tempo erano la terra di una delle popolazioni più misteriose del mondo, gli Ainu. Il nome stesso Curili ha origine ainu, Kur significa infatti uomo: sono le terre dalle mille isole abitate dagli uomini. Gli Ainu hanno origini oscure, nebbiose come le isole Curili, che si perdono nella notte dei tempi; ci sono varie teorie, una delle quali vuole che provengano dalle steppe della Siberia. Un’altra teoria, ben più affascinante, racconta come gli Ainu fossero in realtà gli antichi abitanti indigeni del Giappone, che nel corso della storia piano piano furono emarginati e scacciati in zone periferiche, fino ad essere confinati nell’isola di Hokkaido e appunto nelle Curili, da cui a loro volta furono cacciati dai russi secoli fa. Un recente censo informa che esistono ancora 100 persone con sangue ainu residenti nelle isole Curili. Originariamente erano un popolo di guerrieri fieri e combattivi, che forse per la loro indole divennero odiati dagli altri giapponesi da cui si differenziano anche nei tratti somatici. Gli Ainu infatti sono bassi e tozzi, con barbe e capelli lunghissimi.

Foto del 1904 presa dal libro "Ainu: Spirit of a Northern People " ISBN: 0967342902. Public domain

Le donne invece avevano una caratteristica molto particolare: al raggiungimento dell’età adulta veniva fatto un tatuaggio intorno alla bocca, che, secondo i racconti mitologici, fu un’usanza portato sulla terra dalla “madre ancestrale” di Ainu Okikurumi Turesh Machi, sorella minore del dio creatore Okikurumi e che servirebbe come una sorta di protezione divina.
Durante la storia fu spesso avversata dalle autorità giapponesi, tanto da essere proibita in varie circostanze. L’ultima donna ainu tatuata è deceduta nel 1998, e con lei è finita per sempre questa strana moda, di cui, dal punto di vista strettamente estetico, probabilmente non se ne sentirà la mancanza.

Ainu Woman from Japan with the Department of Anthropology at the 1904 World's Fair. - Public Domain

Solo di recente il Giappone ha promulgato delle leggi in difesa di questa minoranza etnica, che è sempre stata oggetto di discriminazioni razziali, nonostante un passato glorioso, basti pensare che molti toponimi del Giappone non sono spiegabili con la lingua giapponese ma risalgono all’antica lingua ainu, tra tutti spicca il nome del monte Fuji, quasi una divinità nel paese del Sol levante, che, secondo una teoria, deve il suo nome alla parola Fuchi, che in ainu significa Fuoco.

Ma le Curuli non sono giapponesi, lo sono state e forse alcune potrebbero tornare ad esserlo in futuro, visto che i vertici russi negli ultimi anni si sono mostrati possibilisti.
Certo chiedevano lo smantellamento delle basi militari americane nell’isola vicina di Hokkaido, attualmente ipotesi impraticabile, ma in futuro le posizioni potrebbero ammorbidirsi.

L’attualità russa

Centro abitato di Kurilsk - Foto di Nadya Romanova

Ora è tutto russo, con gusto retró sovietico, con i centri abitati costruiti con la tipica urbanistica sovietica, con palazzoni anonimi tutti uguali ma che conservano una certa eleganza.
Con un’economia limitata dall’isolamento e dalla mancanza di infrastrutture, le attività principali, sono nell’ordine la pesca, la pesca e al primissimo posto, la pesca. Mentre il turismo, limitatissimo, occupa un posto tra le retrovie della classifica, forse il cinquantesimo, dopo … la pesca.
Il turismo è limitato anche da aspetti burocratici, visto che, essendo un posto di frontiera, per arrivarci c’è bisogno di richiedere permessi particolari alle autorità centrali di Mosca.
Il mezzo più economico è il traghetto, di qualche piccola compagnia locale con partenza obbligatoria dal porto dell’isola di Sachalin e con destinazione o Kunashir o Ituru.
Arrivare in aereo è più complicato, per le solite questioni climatiche, ma anche per aeroporti non proprio all’avanguardia. La Sachalinskiye Airlines offre vari voli da Južno-Sachalinsk a Južno-Kurilsk (Shikotan) 4 voli a settimana e da Južno-Sachalinsk a Burevestnik (Kurilsk) (3 voli a settimana).
La grande novità rispetto ad altre isole visitate in precedenza è che nelle Curili ci sono alberi e boschi.

La natura nell'isola di Uturyp - Foto di Nadya Romanova

Nonchè animali sia terrestri sia acquatici, in questa foto fantastica virtualmente assieme.

La fauna nell'isola di Uturyp - Foto di Nadya Romanova

Il clima è severo, con lunghi inverni freddi e brevi estati umide e nebbiose.

I panorami sono mezzafiato.

La costa dell'isola di Uturyp - Foto di Nadya Romanova

L’isola settentrionale di Shumshu è probabilmente la più spettacolare da visitare, almeno quando c’è il sole, è l’unica isola pianeggiante tra tutte. La rigogliosa vegetazione, le rocce, le insenature, i laghi, le paludi e le piccole spiaggette si alternano con qualche residuato bellico sovietico, rigorosamente arrugginito e decadente. L’isola non è abitata tutto l’anno ma solo nella stagione estiva da un centinaio di persone al massimo.

Il centro amministrativo delle isole è Kurilsk, circa 2000 abitanti, nell’isola centrale di Iturup ma il centro urbano più grande invece è, coi suoi 5800 abitanti, Južno-Kurilsk (južno in russo significa sud), nell’isola meridionale di Kunashiri, la più meridionale di tutte e che dista appena 20 km di mare dal Giappone.
Altri centri urbani sono Malokurilskoye, 1800 abitanti, nell’isola meridionale di Shikotan e soprattutto l’interessante Severo-Kurilsk/ (severo in russo significa nord) nell’isola settentrionale di Paramushir, con 2500 abitanti. In questa località c’è un grande di marmo che ricorda un avvenimento catastrofico. Nel 1952 infatti un terremoto di magnitudo 9,0 su scala Richter colpì la penisola della Kamchatka, provocando un enorme tsunami con onde, si dice, alte fino a 9 metri.
La conseguenze furono particolarmente gravi per Severo-Kurilsk, che vide morire quasi la metà della sua popolazione e costrinse a muovere la città in una posizione più sicura, nonostante la notizia fu tenuta segreta come spesso accadeva nel vecchio regime sovietico e venne alla luce solo negli anni 90. Oltre al monumento rimangono i cartelli che dicono “Zona a rischio tsunami. In caso di terremoto, correre in direzione di una zona più elevata.
Sono terre di confine, geografico e geologico, dove la storia è stata attraversata da mille ombre e mostri, da culture diverse che si sono sovrapposte, spazzando via quelle precedenti; terre abitate da migliaia d’anni da uomini misteriosi di cui ora rimane solo un vago e tragico ricordo.
Quando i marinai passano per queste zone, vedono tutti questi fantasmi.

“Nei tempi antichi, i fiumi erano organizzati in modo molto conveniente. L’acqua scorreva lungo una sponda e sull’altra, in modo da poter andare in entrambe le direzioni senza il minimo disturbo. Erano i giorni della magia. Le persone erano quindi in grado di volare sei o sette miglia e di illuminare gli alberi come uccelli, quando uscivano a caccia. Ma ora il mondo è decrepito e tutte le cose buone sono sparite.”
(Ishanashte, novembre 1886, tramandato oralmente).

*** Grazie a Nadya Romanova per il materiale fotografico e le preziose informazioni.

Commenti

Your browser is out-of-date!

Update your browser to view this website correctly. Update my browser now

×