Isola di Southampton - The Lost city of the North

C’è stata una notte, piú di cento anni fa, in cui lo sciamano del villaggio dovette fronteggiare la peggiore situazione mai vissuta prima a Tunirmiut.
Uomini, donne e bambini, uno dopo l’altro si ammalavano: febbre altissima, deliri, convulsioni, nessuno si reggeva in piedi, alcuni morivano.
Era l’autunno del 1902 nell’isola di Southampton, una delle tantissime isole dell’Arcipelago Artico Canadese, una delle più grandi.

Isole Curili, l'antica terra degli Ainu

Si dice che i marinai, quando passano da queste parti vedano all’orizzonte, dalle loro grigie e arrugginite navi, strani miraggi, come ombre moventi. É la Fata Morgana, fenomeno ottico il cui nome è ispirato alla figura mitologica sorella del Re Artù, strega dai poteri ammaliatori.
Ma qui le ombre tremolanti all’orizzonte non sono linee indefinite e immaginarie, sono quelle di decadenti e ammuffiti palazzi di una città fantasma, abbandonata a sé stessa da anni e in balia del deterioramente dovuto al tempo, al clima e all’oceano.

Le isole Aleutine, la culla delle tempeste

Nella terra degli Aleuti, Tanam Unangaa, la storia è passata spesso con la forza di una tempesta, a spazzare via tutto, a rimettere in discussione tutto e a far ricominciare tutto da capo.
Abitate da almeno 10 mila anni, erano popolate interamente da un gruppo di Inuit che si stanziarono e formarono il sottogruppo degli Aleuti, che attualmente sono circa 17mila, anche se non tutti sono ancora residenti nelle isole natie.

St. Lawrence Island

La primavera stava per terminare in Iowa, quando Sylvenes “Vene” Gambell, sua moglie Nellie Webster Gambell e la loro piccola figlia Margaret, si apprestavano a intraprendere il viaggio di ritorno.
La bambina ormai stava bene, l’inverno era alle spalle e dopo aver compiuto un anno d’età era pronta per vivere nell’isola in cui era nata, St. Lawrence, Alaska, nel mare di Bering.
Erano dovuti tornare nel continente proprio per lei, per salvaguardare la sua salute, visto che nell’isola non c’erano le condizioni per badare alle cure necessarie alla neonata.
Quel lungo viaggio che ora dovevano affrontare lo conoscevano già, i Gambell infatti arrivarono nell’isola come missionari della Chiesa Presbiteriana.

Isole Diomede

Nella cittadina di Nome, Alaska orientale, ci si va solo per una ragione, per bere. Per spaccarsi con l’alcol e dimenticare il freddo, la notte lunga mesi e l’isolamento estremo di questa parte del mondo.
Sì perché i piccoli villaggi e le comunità vicine non sono solo noiosi, ma, cosa ben peggiore, sono dry towns, posti dove l’alcol è proibito per legge, perché a queste latitudini l’alcol è una piaga sociale, che segna la vita e il viso di molti abitanti nativi, quelli che noi chiamiamo comunemente eschimesi e che vivono in queste zone da migliaia di anni.
Nome è diversa, è una wet town, qui l’alcol non è proibito e con i bar della via principale, la Front Street, attira le anime ghiacciate, bisognose di divertimento e di alcol rovente.

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