6 cose che (forse) non sapevate sugli Eschimesi

1. Non chiamateli Eschimesi

Il grande e gelido nord abbraccia la zona artica che va dalla Siberia fino alla Groenlandia, passando per l'Alaska e il Nord del Canada. Questa terra ostile e poco abitata è la terra di quelli che noi occidentali chiamiamo Eschimesi, Eskimo in inglese.
Il termine deriva dalla parola aayaskimeew, che nella lingua dei nativi americani Algonchini ha un significato non chiaro. Alcune teorie gli attribuiscono il significato di "mangiatori di carne cruda" (non proprio carino come nome), altre "cacciatore (o pescatore) con racchette di neve"​ o il piú neutro "popolo che usa un'altra lingua".
In ogni caso, che possa essere considerato dispregiativo o meno, è un termine dato da esterni, nessuno di loro si chiamerebbe mai in quel modo. Un po' come il termine indiano, attribuito da altri e diventato comune e poi sostituito da termini piú coerenti.
In ogni caso non esistendo un nome comune, se non eschimesi, continuerò ad usarlo, specificando che non è utilizzato in termini dispregiativi.

St. Lawrence Island

La primavera stava per terminare in Iowa, quando Sylvenes “Vene” Gambell, sua moglie Nellie Webster Gambell e la loro piccola figlia Margaret, si apprestavano a intraprendere il viaggio di ritorno.
La bambina ormai stava bene, l’inverno era alle spalle e dopo aver compiuto un anno d’età era pronta per vivere nell’isola in cui era nata, St. Lawrence, Alaska, nel mare di Bering.
Erano dovuti tornare nel continente proprio per lei, per salvaguardare la sua salute, visto che nell’isola non c’erano le condizioni per badare alle cure necessarie alla neonata.
Quel lungo viaggio che ora dovevano affrontare lo conoscevano già, i Gambell infatti arrivarono nell’isola come missionari della Chiesa Presbiteriana.

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